sabato 23 dicembre 2017

23 Dicembre: Un posto accanto a te




"Questa storia, la storia di Maggie e Brooks, ha spezzato il mio cuore in tanti pezzi, un po' come un puzzle, e piano piano, pagina dopo pagina lo ha ricomposto. Sapevo che la Cherry era una scrittrice con la S maiuscola, ma con questo libro ha superato se stessa. E' talmente perfetto che solo leggendolo si può capire la bellezza, il dolore, la "voce" del romanzo.
Ha dentro tutto. Una storia assolutamente perfetta, due protagonisti indimenticabili e due elementi che secondo me sono le àncore di salvezza di tantissime persone: i libri e la musica." Recensione completa 

Buon sabato Readers! 



Prologo
Maggie

8 luglio 2004 – Sei anni

«Stavolta sarà diverso, Maggie, lo giuro. Stavolta è per sempre», mi promise papà mentre accostava davanti alla casa di mattoni gialli all’angolo con Jacobson Street. Katie, la sua futura moglie, era in piedi sul portico a guardare la nostra vecchia station wagon entrare nel vialetto.
Una magia.
Avvicinarsi a quella casa sembrava proprio una magia, perché da un appartamentino mi sarei trasferita in una reggia. Papà e io vivevamo da sempre in un piccolo bilocale e ora stavamo traslocando in una casa a due piani, con cinque camere da letto, un soggiorno, una cucina grande come la Florida, due bagni e mezzo, e una vera sala da pranzo – non il salotto dove, alle cinque del pomeriggio, papà portava i vassoi della cena davanti alla TV. Papà mi disse che c’era perfino una piscina nel cortile sul retro. Una piscina! Nel cortile!
Stavo passando dal vivere con una persona sola a far parte di una famiglia, anche se non era una novità in senso assoluto. Da che ricordavo, mio padre e io avevamo fatto parte di diverse famiglie. La prima non l’ho mai veramente vissuta, dal momento che mia madre ci ha lasciato quando ancora neanche parlavo. Aveva trovato qualcun altro che la faceva sentire più amata di quanto non avesse mai fatto papà, una cosa che mi risulta difficile da credere. Dopo che se ne fu andata, papà mi consegnò una scatola piena di sue foto perché non la dimenticassi, ma l’ho sempre considerato assurdo: come avrei potuto ricordare una persona che non c’era stata praticamente mai? Dopo di lei, papà riuscì a innamorarsi di altre donne e, spesso, qualcuna si innamorava di lui. A quel punto l’innamorata entrava a far parte del nostro piccolo mondo con tutte le sue cose e papà mi diceva che sarebbe stato per sempre, ma ogni volta il “per sempre” finiva per rivelarsi molto più breve di quanto avesse sperato.
Stavolta, però, era diverso.
Stavolta aveva incontrato l’amore della sua vita in una chat room su AOL. Dopo l’abbandono della mamma e la sua bella fetta di relazioni andate male, papà aveva pensato che potesse essere una buona idea cercare qualcuno online e aveva funzionato. Katie aveva perso il marito anni prima e non era più uscita con nessuno, finché non si era iscritta alla chat e aveva incontrato papà.
A differenza delle altre volte, in questo caso siamo stati io e papà a trasferirci da Katie e dai suoi figli, non il contrario.
«Stavolta è per sempre», sussurrai di rimando a papà.

*****

I miei occhi si posarono sulla lampada che era a forma di razzo spaziale e poco dopo si chiusero. Ero stanca, ma mi sentivo al sicuro, protetta da quel razzo che mi aveva dato un bambino appena conosciuto.
Prima non ne ero certa, ma in quel momento lo capii.
Papà aveva ragione.
«Per sempre», sussurrai a me stessa, cedendo lentamente ai miei sogni. «Stavolta è per sempre».

Un bacio, 
Angela

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