giovedì 14 dicembre 2017

14 Dicembre: La vita in due


"Amore, perdita, accettazione.
 Sono le prime parole che mi vengono in mente quando ripenso a questo romanzo. "La vita in due" non è soltanto la storia di un padre single che fa del suo meglio per crescere la sua bambina, è la storia di un amore che finisce per ricominciare altrove. E' la storia delle infinite battaglie legali per l'affido, in cui i bambini sono il "premio finale". E' la storia di un fratello e una sorella che darebbero la vita l'uno per l'altro. E' tutto questo... e molto altro ancora."

Buona serata a tutti ♡





PRIMO CAPITOLO 
E con il bambino fanno tre

«WOW!» ricordo di aver esclamato non appena Vivian uscì dal bagno mostrandomi il test di gravidanza. «È fantastico!»
In realtà pensavo: Davvero? Di già?
Più che altro provavo sgomento, misto a un pizzico di terrore. Eravamo sposati da un anno circa e lei mi aveva già detto che intendeva restare a casa per qualche tempo quando avessimo avuto un figlio. Io non avevo mai obiettato perché la pensavo come lei, ma in quel momento mi resi conto che la nostra vita di coppia con due stipendi sarebbe finita molto presto. Inoltre, non ero sicuro di essere pronto a diventare padre, ma che cosa potevo farci? Vivian non mi aveva certo incastrato, né aveva mai nascosto il fatto di volere un bambino, e mi aveva avvisato quando aveva smesso di prendere la pillola. Anch’io volevo dei figli, è naturale, ma lei aveva sospeso la pillola solo da tre settimane. Ero convinto che come minimo sarebbe passato qualche mese prima che il suo corpo riprendesse a funzionare normalmente. Per quanto ne sapevo, avrebbe anche potuto avere difficoltà a restare incinta, il che avrebbe significato un anno o due di attesa.
Ma non la mia Vivian. Il suo corpo si era ripreso subito. La mia Vivian era fertile.
L’abbracciai, osservandola bene per vedere se fosse già raggiante. Ma era ancora troppo presto, giusto? E poi, che cosa significa raggiante? È soltanto un altro modo per dire che qualcuno ha l’aria accaldata e sudaticcia? Come sarebbe cambiata la nostra vita? E fino a che punto?
Mille interrogativi per i quali io, Russell Green, mentre abbracciavo mia moglie, non avevo alcuna risposta.
*****
Ho un altro ricordo della  prima notte in ospedale, dopo che tutti se n’erano andati. Vivian dormiva e io mi ero appisolato sulla poltrona quando udii mia figlia agitarsi. Prima di quel giorno non avevo mai tenuto in braccio una neonata; la sollevai stringendola a me, con l’intenzione di svegliare Vivian. Sorprendentemente, però, London si calmò. Tornai cauto verso la poltrona e per i successivi venti minuti mi abbandonai alle sensazioni che mia figlia mi risvegliava dentro. Sapevo già di adorarla, ma ora il pensiero di vivere senza di lei mi risultava insopportabile. Ricordo di averle sussurrato che ero suo padre, che ci sarei sempre stato per lei e, come se avesse capito ciò che dicevo, London cominciò ad agitarsi e a piangere. Alla fine la passai a Vivian.

*****
Angela ❤




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